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28 Dicembre 2020, 0 Comments

I mochi: i tradizionali dolci giapponesi

Si tratta di un dolce appartenente alla tradizione giapponese, consumato in ogni stagione… ma soprattutto a Capodanno (shōgatsu)! È un dolce a base di riso glutinoso, tritato e pestato ed è composto da una pastella soffice e tondeggiante.

Ha origini molto antiche e veniva utilizzata dai giapponesi per omaggiare gli Dei.

Esistono moltissimi tipi di mochi e la loro varietà dipende dalle modalità di preparazione, cottura e farcitura.

Il più noto è il daifuku, termine che in giapponese significa “grande fortuna”, farcito con un composto dolce: di solito si tratta di marmellata di fagioli rossi, oppure di shiroan (pasta di fagioli bianca dolcificata).

Poi c’è il sakura mochi, la cui differenza dal precedente dipende dal fatto che sono avvolti in una foglia salata di ciliegio – che in giapponese si chiama appunto “sakura” – e l’incontro tra questi due sapori crea un gusto davvero originale.

Esiste poi il warabi mochi, che prende il nome dall’amido della pianta warabi. Quest’ultima infatti è la base che viene utilizzata, al posto del riso, per la preparazione del dolce. Da solo è meno saporito degli altri, quindi viene solitamente servito con la kinako, la farina di soia tostata, oppure il kuromitsu (sciroppo di zucchero di canna).

I mochi sono ottimi da gustare da soli, magari in accompagnamento ad un tè verde, anche se vengono utilizzati spesso come base per altri dolci tipici.

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